Nadine Ethner

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“Sì, c’è di più in queste idilliache spiagge bianche e vaste distese di acque blu-grigio di quanto incontra l’occhio. Uno dovrebbe ricordare questo quando cerca dentro alle immagini qualcosa di non ambiguo, preciso e durevole. Che qualcosa certamente esiste, ma è in uno stato di flusso appena percettibile che muove sopra ed oltre le immagini in lunghe onde, alterando il loro significato e senso. L’unica massa solida o fondazione che rimane è il sorriso del grigio.” Questa citazione, di Stephan Reisner, descrive alla perfezione il nuovo lavoro di Nadine Ethner, giovane artista e fotografa tedesca che ci dona un poetico squarcio di questi luoghi selvaggi in un’esposizione interessante, The Baltic Sea Project [Part I]. Le acque del Mar Baltico, le sue spiagge e i suoi lidi caratterizzati da colori freddi e da una natura austera, offrono immagini di una suggestiva bellezza del tutto particolare .

Come suggerisce il titolo della mostra, è solo la prima parte di quello che andrà a definire un progetto più ampio. Infatti si tratta di un work in progress: l’artista è intenzionata a visitare altri luoghi e altre zone limitrofe al Mar Baltico. Oltre alle meravigliose fotografie proposte da Nadine per quest’esposizione, troviamo infatti anche delle immagini che mostrano cartine geografiche delle zone vicine al Mar Baltico costellate di nomi di luoghi già visitati, oppure fotografie che faranno parte dei progetti futuri.

Gli scatti esposti negli studi de lasituazione mostrano una natura nitida, sincera e impetuosa che non si discosta affatto dalla realtà: infatti la fotografia di Nadine descrive degli squarci suggestivi, sublimi perché appartenenti a dei luoghi incontaminati, che sembrano lontani e irraggiungibili: ponti che appaiono impercettibilmente, immersi nella nebbia e che sfiorano il pelo dell’acqua, onde che cozzano fragorosamente contro degli scogli, le acque scure e sinistramente calme del mare che tendono quasi a risucchiare lo sguardo di chi le osserva. E’ la potenza del Mar Baltico e della sua natura che si scopre, in tutta la sua bellezza.

La peculiarità degli scatti dell’artista tedesca si dispiega e si apprezza totalmente grazie anche a un particolare software generativo presentato durante l’inaugurazione: le immagini vengono proposte allo spettatore in una soluzione video, accompagnate da suoni e musiche oniriche che si sposano alla perfezione con i colori freddi e la suggestione delle acque scure del Mar Baltico. E’ interessante l’effetto proposto: ogni volta che viene avviato il software, questo proporrà un ordine diverso delle immagini ma anche dei suoni e delle musiche. Tutto verrà mischiato e proposto sotto una luce diversa: un viaggio sempre nuovo, ma con un filo conduttore sempre uguale e ben preciso che rimane ovviamente focalizzato sulla visione che ci propone Nadine Ethner del Mar Baltico, ma che ogni volta stupisce con nuove sensazioni.

Chiara Venanzetti

Poster