Nadine Ethner

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Foto e rame nel cuore dell’Etruria: Nadine Ethner presenta Tree Island

Dal 5 Marzo alla “Eidos” di Bassano Romano la mostra di Nadine Ethner: è il quinto appuntamento importante da Settembre sul ciclo “Cromometrie”. L’artista sente e vede oltre se stesso dell’oggetto, rappresentato in foto o su una lastra di rame

Dal 5 Marzo alla “Eidos” a Bassano Romano, Nadine Ethner presenta “Tree Island”, foto e rame per un viaggio interno nell’arte e nel proprio io più istintivo e vero.
L’ultimo rumore mecchanico che ricordo è il freno a mano della mia auto ed il chiudersi della portiera della jeep.
Poi una musica celtica ancora lieve e lontana ha trasformato i miei passi in impronte.
Una piccola salita sotto degli archi apre lo spazio visivo ad una piazzetta dai toni intensi.
Sono le sei del pomeriggio ed io mi ritrovo a Bassano Romano, un paesino nei dintorni di Roma, la grande Roma.
Il sole che mi aveva accompagnato nel viaggio mostrandomi una timida primavera, ora sdraia il capo su uno splendido tramonto di nuvole e colori presagendo sguardi nuovi all’orizonte.
Tutt’intorno un portone in particolare mi attrae sulla destra, da qui proviene la musica.
Figure in controluce operose, vi scorrono dentro come sagome di una pellicola cinematografica gigantesca. Questo è Eidos spazio arte.
Grandi “ganci a muro” sosterrano le opere di Nadine Ethner, la giovane artista tedesca che da Domenica 5 Marzo dalle 10.30 troveremo ad “Eidos“ qui a Bassano Romano, una terra dove gli etruschi hanno giocato in casa.
Le opere sono in grande formato e nobile la volontà dei proprietari dello spazio, Cosimo Damiano Morleo e Maurizio Semplice di aver deciso di creare un luogo dèarte “decentrato”, fuori da Roma e anche dai soliti percorsi artistici. Un concept tenuto vivo di energie ed iniziative dall’affascinante artista Enrica Celli la curatrice di questo processo d’esodo culturale ed artistico.
Nadine Ethner è il quinto appuntamento importante da settembre sul ciclo “Cromometrie” e Tiziana Musi una firma di prestigio per l’arte ne scrive il testo critico.
“Tree Island” è scritto al centro del primo foglio inviato in redazione via fax della Musi.
“Un albero che ha perduto ogni riferimento naturalistico per trasformarsi in veicolo di emozioni interiori, un’isola evocatrice di sentimenti che inevitabilmente attingono a fonti di ispirazione romantica di origine tedesca” leggo sulle pagine seguenti del fax.
La Ethner sente e vede oltre il corpo stesso dell’oggetto o del segno rappresentato fotograficamente o su lastra di rame. Interiorizzandolo come un habitat emotivo.
“Il mio giardino dell’Eden è fatto di istinto ed intuito nella ricerca di quella terra che ci unisce in un unico universo cosmico” afferma la Ethner. “In cui i rami sono il nostro cercarci, il nostro sfiorarsi lieve o più brusco” aggiunge poco dopo l’artista sassone.
Le sue origine la dicono lunga, mille doppi esistono in lei, nelle sue parole quando mi illustra le opere. “È successo di tutto su questa lastra durante la sua lavorazione” continua sorridendo la Ethner mentre mi mostra una lastra di rame ed i suoi segni.
Poco dopo i suoi occhi si perdono a pensare e va di nuovo via con la fantasia nei suoi boschi forse, in cerca di un’altra ispirazione dal messaggio originario dopo aver ridonato lo spirito alla Madre Terra.


Renzo Zecchini,

Il Corriere Laziale, Venerdi 3 Marzo 2006